Dedicato ad Anna Politkovskaya e ad Antonio Russo, due martiri della libertà:
uccisi tutti e due a ottobre da chi vuole nascondere la verità su un massacro infinito.
Professione Reporter

reporter | L'inferno Cecenia
L'inferno Cecenia



"Dalla caduta dell’Unione Sovietica sono stati uccisi oltre 40 giornalisti. Dodici reporter sono stati eliminati nell’era Putin.
Su quanti di questi delitti è stata fatta luce?"



Anna Politkovskaya,
uccisa il 7 ottobre 2006



Antonio Russo,
ucciso il 16 ottobre 2000


Anna & Antonio

PINO SCACCIA

Mi si accapona la pelle, recuperando i ricordi. Anna l'ho conosciuta tre anni fa a Francavilla, proprio per il premio dedicato a Russo. Molto li accomunava, soprattutto quella battaglia coraggiosa contro le infamie dell'esercito di Putin. Gentile, discreta, sorridente sembrava una tranquilla signora della nuova società moscovita. E invece era una cronista cocciuta, senza paura. Talmente brava che per farla star zitta l'hanno dovuta uccidere, bastardi.
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"Le infamie hanno bisogno del buio, voi giornalisti potete portare la luce della verità": la madre di Antonio Russo, ucciso in Cecenia dopo aver denunciato, come Anna Politkovskaya, le atrocità di Mosca.

"Non escludo che un giorno il mio caporedattore, che mi ha incaricata di coprire questa guerra, non sappia più cosa farsene di me, come di un vecchio articolo non pubblicato al momento giusto che viene buttato nel cestino".
Anna Politkovskaya
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giovedì, 22 gennaio 2009, 15:47
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Il quotidiano russo 'Tvoi Dien' (Il tuo giorno) ha pubblicato in prima pagina la foto del presunto killer che il 19 gennaio ha freddato in pieno centro e in pieno giorno a Mosca l'avvocato Stanislav Markelov, 34 anni, e Anastasia Baburova (25), collaboratrice di 'Novaia Gazeta', lo stesso giornale per cui lavorava Anna Politkovskaia. Un duplice omicidio che ha sollevato proteste anche all'estero, ma oggi il ministero degli esteri russo ha parlato di strumentalizzazione politica della morte della giornalista. L'immagine pubblicata dal giornale è stata ripresa da una videocamera della stazione della metropolitana Kropotinskaia tre minuti dopo il duplice delitto. L'uomo, magro e di alta statura, è ritratto mentre cammina in un corridoio della stazione con un berretto e il bavero rialzato della giacca che lasciano intravedere solo gli occhi. Il quotidiano ha lanciato un appello ad eventuali testimoni promettendo una ricompensa di entità non precisata. Gli inquirenti avevano negato l'esistenza di testimoni oculari dei due omicidi e stanno continuando l'esame di tutte le videocamere della metropolitana e di quelle degli edifici vicini al luogo del delitto. (Guardate quanta gente c’è che lo osserva)
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martedì, 20 gennaio 2009, 13:02
ANASTA--140x180L'erede di Anna Politkovskaya è stata uccisa in un agguato insieme a un avvocato icona della lotta per i diritti civili in Cecenia. Anastasia Baburova, venticinquenne praticante della Novaya Gazeta, è morta nell'ospedale in cui era stata portata con una ferita d'arma da fuoco alla testa. Secondo la polizia è rimasta vittima di un attentato il cui vero obiettivo era Stanislav Markelov, l'avvocato trentaquattrenne che si era battuto contro il rilascio anticipato del colonnello Yuri Budanov, l'ufficiale più alto in grado a essere condannato per crimini di guerra da un tribunale russo. Markelov aveva appena finito di parlare con i giornalisti quando un sicario gli ha sparato alla nuca e ha poi fatto fuoco contro la giovane giornalista, autrice di numerosi reportage sul crescente razzismo e ultranazionalismo in Russia. Nel processo contro il colonnello Budanov, Markelov aveva rappresentato la famiglia di Elza Kungayeva, una diciottenne cecena stuprata e uccisa da un gruppo di soldati russi. Nel 2000 l'ufficiale era stato arrestato, incriminato per il delitto e condannato a 10 anni, ma giovedì scorso era tornato in libertà nonostante la campagna condotta dall'avvocato contro il rilascio. L'uccisione di Elza era diventata il simbolo degli abusi commessi in Cecenia dalle truppe russe e la liberazione del colonnello era stata accolta con un'ondata di proteste. Il padre della ragazza, minacciato di morte, è costretto all'esilio in Norvegia. Corriere.it
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venerdì, 14 novembre 2008, 19:39

MOSCA - Mikhail Beketov, giornalista del quotidiano russo 'Khimkinskaia Pravda' e' stato picchiato a Mosca ed e' ora ricoverato in prognosi riservata. Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti. Beketov e' autore di articoli fortemente critici sulla speculazione edilizia in atto in un quartiere della capitale, con grattacieli che hanno usurpato boschi e aree verdi; era gia' stato vittima di un'aggressione l'anno scorso. All'inizio dell'anno era stato querelato per diffamazione contro i costruttori edili. (Agr)

 


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sabato, 19 aprile 2008, 13:51

Ci sono stati anche momenti di ilarità e di imbarazzo nella conferenza stampa congiunta di Silvio Berlusconi e Vladimir Putin al termine del loro faccia a faccia informale a Villa Certosa, residenza estiva del Cavaliere. La cornice già poco istituzionale è andata in frantumi alla prima domanda rivolta da una cronista russa a Putin sulla sua vita privata e in particolare su una sua nuova relazione con una ex modella, già oggetto di attenzioni da parte del gossip internazionale. Nella sala per qualche istante è calato il gelo. Putin è apparso per alcuni attimi un po' a disagio e come prima reazione ha avuto un accenno ad arrossire (solo in un secondo tempo ha risposto chiedendo maggiore rispetto per la propria vita privata). Il suo amico Berlusconi non si è lasciato sfuggire l’occasione per cercare di sdrammatizzare e lo ha fatto sorridendo e mimando l'atto di puntare un fucile o un mitra all’indirizzo della giornalista che aveva rivolto l'«impertinente» domanda.La cosa avrebbe potuto anche finire lì, se non fosse che del gesto si è riparlato anche al termine della conferenza stampa. I due leader, circondati da decine di telecamere e di giornalisti, sono tornati sulla vicenda. In particolare Silvio Berlusconi, rivolgendosi alla giovane minuta cronista ha detto: «L'aspettiamo da noi la prossima volta». Quindi dopo aver presentato uno ad uno i giornalisti italiani presenti al leader russo gli ha indicato un noto «retroscenista» italiano dicendogli: «Tu ma lasci questa giornalista e io ti mando lui». Ma la vicenda è continuata anche più tardi perchè la cronista russa ha attirato l'attenzione dei cronisti che hanno notato i suoi occhi lucidi trovandola visibilmente scossa. E a chi gli chiedeva del suo stato d'animo, ha spiegato: «Ho visto il gesto di Berlusconi ma so che il vostro presidente è abituato agli scherzi. Non avrà alcuna conseguenza». Sembra invece che a turbarla sia stato uno sguardo fulminante del capo del Cremlino, che evidentemente non aveva gradito la domanda. La cronista è stata poi confortata da un addetto all'informazione del governo russo che ha assicurato a lei e ai giornalisti italiani che il monito di Putin a non mettere il naso nelle sue faccende private «non era rivolto a lei personalmente ma alla stampa in genere».  Corriere.it   Dalla caduta dell’Unione Sovietica sono stati uccisi oltre quaranta giornalisti. Quattordici sono stati eliminati nell’era Putin.

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martedì, 11 dicembre 2007, 21:36
petrovaLa giornalista Natalia Petrova è in pericolo. Ha parlato troppo. Ha filmato troppo. Ha denunciato la guerra in Cecenia, in Abkhazia, in Nagorno-Karabakh. Ha criticato Putin e raccontato la rivolta dei pensionati russi. Per questo, il 6 settembre scorso, tre uomini in abiti civili hanno fatto irruzione nella sua casa di Kazan, repubblica del Tatarstan, e l'hanno malmenata. Lei e le sue bambine, due gemelle di 10 anni. A una di loro è stato rotto un dente.Mentre l'anziana madre, terrorizzata, si nascondeva in giardino, il padre, Gennady Petrov, 87enne ex-colonnello dell'Armata Rossa, faceva scudo alla figlia con il suo corpo. Invano. Natalia è stata ammanettata e trascinata via dopo essere stata ridotta in uno stato di semi-incoscienza per le botte. Ha trascorso la notte in commissariato. Poi è stata sbattuta fuori, mezza morta. Con le forze residue, è tornata a casa. Ha preso le bambine, abbracciato i genitori ed è fuggita via. Adesso è nascosta da qualche parte a Mosca. Nessuno sa dove sia, salvo alcuni colleghi. Al padre, recatosi un mese dopo l'irruzione al commissariato di Kazan per chiedere spiegazioni, è stato risposto dal capo della polizia, tale Vyacheslav Prokofyev: "Tua figlia ha parlato troppo. Adesso è ricercata, su di lei pende un mandato di arresto internazionale. Di lei possiamo fare ciò che vogliamo". PeaceReporter
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domenica, 15 aprile 2007, 21:22
Francavilla, 17 ottobre 2004 - Quando me l'hanno presentata, la signora Beatrice, la madre di Antonio Russo, mi ha chiesto. "Senta, ma mio figlio non era un po' matto?". E io, istintivamente: no, assolutamente normale. La "normalita'" dei reporter ha occupato tutta la giornata. Attraverso i nostri racconti, e i ricordi di Antonio e di Enzo ma anche di Ilaria e degli altri, si e' disegnata la figura di questi "matti" che vanno in giro per il mondo a raccontare quello che avviene, pagando spesso con la vita. Noi lo sappiamo, cioe' sappiamo perche' ci andiamo, ma certe manifestazioni sono importanti perche' forse lo capiscono finalmente anche gli altri, quelli che non ci vanno.  Francavilla

Mi si accapona la pelle, recuperando i ricordi. Anna l'ho conosciuta tre anni fa a Francavilla, proprio per il premio dedicato a Russo. Molto li accomunava, soprattutto quella battaglia coraggiosa contro le infamie dell'esercito di Putin. Gentile, discreta, sorridente sembrava una tranquilla signora della nuova società moscovita. E invece era una cronista cocciuta, senza paura. Talmente brava che per farla star zitta l'hanno dovuta uccidere, bastardi.
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