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L'inferno Cecenia
"Dalla caduta dell’Unione Sovietica sono stati uccisi oltre 40 giornalisti. Dodici reporter sono stati eliminati nell’era Putin. Su quanti di questi delitti è stata fatta luce?" ![]() Anna Politkovskaya, uccisa il 7 ottobre 2006 ![]() Antonio Russo, ucciso il 16 ottobre 2000 |
Il quotidiano russo 'Tvoi Dien' (Il tuo giorno) ha pubblicato in prima pagina la foto del presunto killer che il 19 gennaio ha freddato in pieno centro e in pieno giorno a Mosca l'avvocato Stanislav Markelov, 34 anni, e Anastasia Baburova (25), collaboratrice di 'Novaia Gazeta', lo stesso giornale per cui lavorava Anna Politkovskaia. Un duplice omicidio che ha sollevato proteste anche all'estero, ma oggi il ministero degli esteri russo ha parlato di strumentalizzazione politica della morte della giornalista. L'immagine pubblicata dal giornale è stata ripresa da una videocamera della stazione della metropolitana Kropotinskaia tre minuti dopo il duplice delitto. L'uomo, magro e di alta statura, è ritratto mentre cammina in un corridoio della stazione con un berretto e il bavero rialzato della giacca che lasciano intravedere solo gli occhi. Il quotidiano ha lanciato un appello ad eventuali testimoni promettendo una ricompensa di entità non precisata. Gli inquirenti avevano negato l'esistenza di testimoni oculari dei due omicidi e stanno continuando l'esame di tutte le videocamere della metropolitana e di quelle degli edifici vicini al luogo del delitto. (Guardate quanta gente c’è che lo osserva)
L'erede di Anna Politkovskaya è stata uccisa in un agguato insieme a un avvocato icona della lotta per i diritti civili in Cecenia. Anastasia Baburova, venticinquenne praticante della Novaya Gazeta, è morta nell'ospedale in cui era stata portata con una ferita d'arma da fuoco alla testa. Secondo la polizia è rimasta vittima di un attentato il cui vero obiettivo era Stanislav Markelov, l'avvocato trentaquattrenne che si era battuto contro il rilascio anticipato del colonnello Yuri Budanov, l'ufficiale più alto in grado a essere condannato per crimini di guerra da un tribunale russo. Markelov aveva appena finito di parlare con i giornalisti quando un sicario gli ha sparato alla nuca e ha poi fatto fuoco contro la giovane giornalista, autrice di numerosi reportage sul crescente razzismo e ultranazionalismo in Russia. Nel processo contro il colonnello Budanov, Markelov aveva rappresentato la famiglia di Elza Kungayeva, una diciottenne cecena stuprata e uccisa da un gruppo di soldati russi. Nel 2000 l'ufficiale era stato arrestato, incriminato per il delitto e condannato a 10 anni, ma giovedì scorso era tornato in libertà nonostante la campagna condotta dall'avvocato contro il rilascio. L'uccisione di Elza era diventata il simbolo degli abusi commessi in Cecenia dalle truppe russe e la liberazione del colonnello era stata accolta con un'ondata di proteste. Il padre della ragazza, minacciato di morte, è costretto all'esilio in Norvegia. Corriere.itMOSCA - Mikhail Beketov, giornalista del quotidiano russo 'Khimkinskaia Pravda' e' stato picchiato a Mosca ed e' ora ricoverato in prognosi riservata. Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti. Beketov e' autore di articoli fortemente critici sulla speculazione edilizia in atto in un quartiere della capitale, con grattacieli che hanno usurpato boschi e aree verdi; era gia' stato vittima di un'aggressione l'anno scorso. All'inizio dell'anno era stato querelato per diffamazione contro i costruttori edili. (Agr)
La giornalista Natalia Petrova è in pericolo. Ha parlato troppo. Ha filmato troppo. Ha denunciato la guerra in Cecenia, in Abkhazia, in Nagorno-Karabakh. Ha criticato Putin e raccontato la rivolta dei pensionati russi. Per questo, il 6 settembre scorso, tre uomini in abiti civili hanno fatto irruzione nella sua casa di Kazan, repubblica del Tatarstan, e l'hanno malmenata. Lei e le sue bambine, due gemelle di 10 anni. A una di loro è stato rotto un dente.Mentre l'anziana madre, terrorizzata, si nascondeva in giardino, il padre, Gennady Petrov, 87enne ex-colonnello dell'Armata Rossa, faceva scudo alla figlia con il suo corpo. Invano. Natalia è stata ammanettata e trascinata via dopo essere stata ridotta in uno stato di semi-incoscienza per le botte. Ha trascorso la notte in commissariato. Poi è stata sbattuta fuori, mezza morta. Con le forze residue, è tornata a casa. Ha preso le bambine, abbracciato i genitori ed è fuggita via. Adesso è nascosta da qualche parte a Mosca. Nessuno sa dove sia, salvo alcuni colleghi. Al padre, recatosi un mese dopo l'irruzione al commissariato di Kazan per chiedere spiegazioni, è stato risposto dal capo della polizia, tale Vyacheslav Prokofyev: "Tua figlia ha parlato troppo. Adesso è ricercata, su di lei pende un mandato di arresto internazionale. Di lei possiamo fare ciò che vogliamo". PeaceReporter
Francavilla, 17 ottobre 2004 - Quando me l'hanno presentata, la signora Beatrice, la madre di Antonio Russo, mi ha chiesto. "Senta, ma mio figlio non era un po' matto?". E io, istintivamente: no, assolutamente normale. La "normalita'" dei reporter ha occupato tutta la giornata. Attraverso i nostri racconti, e i ricordi di Antonio e di Enzo ma anche di Ilaria e degli altri, si e' disegnata la figura di questi "matti" che vanno in giro per il mondo a raccontare quello che avviene, pagando spesso con la vita. Noi lo sappiamo, cioe' sappiamo perche' ci andiamo, ma certe manifestazioni sono importanti perche' forse lo capiscono finalmente anche gli altri, quelli che non ci vanno. Francavilla
Mi si accapona la pelle, recuperando i ricordi. Anna l'ho conosciuta tre anni fa a Francavilla, proprio per il premio dedicato a Russo. Molto li accomunava, soprattutto quella battaglia coraggiosa contro le infamie dell'esercito di Putin. Gentile, discreta, sorridente sembrava una tranquilla signora della nuova società moscovita. E invece era una cronista cocciuta, senza paura. Talmente brava che per farla star zitta l'hanno dovuta uccidere, bastardi. |