"...L'Uomo dell'Anno «non è un boy-scout», non è un democratico, e si annovera tra i potenti che plasmano i destini del mondo«nel bene e nel male». Time però si guarda bene dal precisare quale potrebbe essere il «male». Il lettore può immaginarlo: l'esercito di Putin ha massacrato la popolazione cecena, le vittime civili si contano in rapporto di una ogni cinque abitanti. La polizia dello Zar dell'Anno ha ridotto all'osso la libertà dei mezzi d'informazione (TV, radio, stampa) e non si è fatta scrupolo di assassinare i giornalisti più coraggiosi per rimettere in riga gli altri. Povera Anna Politkovskaja, un'altra bassezza, un'altra vigliaccheria... " (tratto da 'Una scelta immorale dettata dalla paura' di André Glucksmann, il Corriere della Sera) E povero Antonio Russo, così dimenticato.
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