Si è aperto ieri e si terrà a porte aperte il processo per l'omicidio della giornalista Anna Politkovskaya. Un fatto che dovrebbe dare della Russia un'immagine di trasparenza, secondo le autorità. Solo un primo passo dell'inchiesta che deve essere ancora conclusa, secondo la famiglia: alla sbarra ci sono solo due autisti ceceni e due ex poliziotti. E' sfuggito misteriosamente alla cattura il presunto autore materiale del delitto e nulla si sa del mandante che, chiaramente, voleva far cessare gli articoli della giornalista che denunciava i soprusi delle autorità russe e del governo installato dal Cremlino in Cecenia. L'unica indiscrezione sull'argomento è uscita dal Procuratore generale Yurij Chajka, che a un certo punto aveva annunciato l'arresto di dieci sospetti (poi quasi tutti scarcerati) e l'individuazione di un mandante estero. Si trattava di Boris Berezovskij, il magnate fuggito in Gran Bretagna dopo aver rotto con Vladimir Putin che nell'immaginifico teorema del Procuratore aveva ordinato l'omicidio per screditare il governo russo. Un omicidio avvenuto proprio il giorno del cinquantaquattresimo compleanno di Vladimir Putin, il 7 ottobre 2006. Quasi che qualcuno gli avesse voluto fare un regalo. segue










